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Prefazione al libro

Novembre, le nove del mattino il risveglio è lento fuori un po' di nebbia, umidità che si appoggia sul davanzale, gli animali sono silenziosi.
Abito a San Maurizio Canavese, alle porte delle valli di Lanzo che frequento abitualmente, due stanze a Usseglio.
Squilla il telefono è Tiziano, aspettavo la chiamata, così per fare due parole tanto il tempo è quello che è. Lui abita ad Alpette a 1000mt circa di altitudine alle porte della valle Orco....Ma sei ancora a casa mi dice ...bho ...e dove dovrei essere il tempo è un cesso... sbrigati vieni su che la valle Orco è fuori dalle nebbie, andiamo a finire la via...Sono già in auto... colazione all'Eva dor di Sparone (ancora nell'umidità) e su veloci in valle... Rosone è il limite del celing nebbioso e dopo un'esplosione di colori e luci autunnali ci investe...
Le nostre pietre la nostra valle, finiremo come sempre con lo scendere con gli ultimi raggi di luce...

Sono una decina di anni che noi "Tiz&Max" esploriamo angoli poco frequentati della valle Orco alla ricerca della perfetta multipicht o del semplice tiro che ci appassiona e non è facile... i "grandi" prima di noi hanno avuto le migliori possibilità di scelta, sia come avvicinamento che come linee. Ciò nonostante molto è sfuggito alla ricerca del "Nuovo mattino" fortunatamente lasciando ancora spazi liberi e intere pareti vergini, certo non a portata di sportello d'auto, ma nemmeno troppo lontane; un'ora di cammino non sarà poi la fine del mondo.

Nascono così cinquanta vie nuove (siamo a 46, ma al termine dello scritto saranno 51) e sette falesie delle quali tre a meno di un quarto d'ora di approccio, e una solare, invernale che ti sembra di essere a Finale, manca solo il mare a mezz'ora dalle auto, le altre un po' più lontane.
Lo stile di apertura è quello che la valle Orco merita e quindi l'uso dello spit è limitato a dove non è possibile proteggersi con protezioni veloci, anche se devo dire che a volte, in particolare sulle vie di montagna qualche spit in più è stato aggiunto per facilitare la lettura delle linee e rendere più distensiva la scalata ai ripetitori.

Naturalmente gli accessi, chi è del mestiere sa cosa intendo dire, sono sovente un combattimento. Spesso inesistenti oppure su tracce abbandonate dove la vegetazione si è ripresa i suoi spazi. L'avventura inizia quindi appena lasciata la carreggiabile e armati di tronchesi falcetto e guanti ci si apre il varco nella casa degli animali per raggiungere le rocce binocolate dall'auto. A tal proposito agli eventuali ripetitori vorrei chiedere un contributo: portate con voi una cesoia e seguendo gli ometti che sempre lasciamo, tagliate i rovi che inevitabilmente ricrescono, un po' serve, ma soprattutto gli animali seguiranno una traccia più pulita e ci aiuteranno inconsapevolmente a mantenerla.

Questa piccola6 006 prefazione solo per risvegliare in voi la voglia e la volontà (assopita dalle comodità e dalle tendenze) di ricerca e non solo ripetendo le nostre vie, ma spingendovi con un po' di coraggio a scoprire nuove linee, e anche se non saranno le più belle vi garantisco che ne trarrete una grande soddisfazione che difficilmente avrete provato prima.
Le pietre in valle Orco non mancano, aspettano nuove dita!!
Due parole sull'arrampicata: è inutile che vi raccontiamo le scale dei gradi e i paragoni con quelle di altri paesi. Qui si va alla francese e tutti la conosciamo perciò passiamo oltre.
Due corde da sessanta metri vi porteranno sempre a casa, a volte dove specificato anche altre misure. I nut noi non li usiamo è una nostra scelta, mentre due serie di friends e una di metolius non mancano mai. In particolare il nostro hardware è così composto: Metolius dal 000 a 0,2, Bd doppi sino all'1 . singoli 2,3,4 e ancora due wild country doppia misura (grandi) a pareggiare i bd, a nostro avviso molto utili come jolly quando hai finito gli altri.
Solita "rumenta" personale e fettucce a piacere ricordarsi le scarpe che quando le dimentichi vorresti morire dopo che sei tutto rigato dai rovi. Se volete qualche spezzone di corda da lasciare alle soste ma considerando che al caporal usiamo ancora fettucce di Motti lascerei perdere.

Gli accessi sono ben dettagliati e altresì le vie in particolare le discese, cosa importante, per il resto è evidente che bisogna essere avvezzi all'arrampicata IMG 5161trad per poter godere appieno dei movimenti sul granito di casa nostra. Gli obbligatori non sono mai severi al massimo raggiungono il 6b e rari sono i passi pericolosi. Resta comunque da verificare la consistenza degli appigli poiché nonostante l'opera di disgaggio, vista la scarsa frequentazione, può succedere di trovare qualcosa che "viene via" in tal caso non esitate verificando che nessuno sia sotto di voi a fare pulizia.

Non mi dilungherei oltre non servirebbe... serve invece un po' di spirito di avventura da parte vostra e sono certo che come noi riuscirete a trovare il piacere e la tranquillità mentale che sempre ci accompagna in questi luoghi meravigliosi.
Ah... un'ultima cosa, un kit antivipera è buona cosa... ho perso il conto di quante ne abbiamo incontrate e resta inteso che l'arrampicata trad non è il golf (del quale sono giocatore appassionato quindi non per sminuire) è che bisogna essere preparati per sapersi confrontare con le difficoltà annesse a tale disciplina.

Buone arrampicate >>>>> Max&Tiz

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